Nero di Stampa: la Differenza tra Nero Ricco e Nero Piatto

Nero Ricco e Nero Piatto

Oggi ci occuperemo della diversità che esiste tra il nero piatto e il nero ricco.

Detto questo, iniziamo descrivendo un importante elemento per spiegare questa diversità: la Stampa in Quadricromia.

La Stampa in Quadricromia (CMYK) è una metodologia di stampa che impiega 4 inchiostri base: Giallo (Yellow) Magenta e Ciano, che costituiscono i tre colori primari della sintesi sottrattiva, a cui, per motivazioni tecniche, si aggiunge il nero (Key Value).

In effetti, teoricamente, i tre colori primari, se vengono mescolati al 100%, dovrebbero dare come esito il nero, tuttavia, praticamente, l’esito di stampa di tale mescolatura non è abbastanza ricco e non permette di raggiungere una piena scala tonale.

Per questa ragione si è aggiunto il nero, un quarto inchiostro, in modo da poter ricavare una completa stampa a colori.

Misurando ogni pigmento, in una percentuale da 0 a 100, si possono ricreare tutti gli ulteriori toni dello spazio colore CMYK.

Tuttavia, devi essere a conoscenza che talune stampanti fotografiche inkjet operano solamente in tricromia (CMY), anche per ottenere il nero.

La stampante Hp® Photosmart ne è un esempio.

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Il Nero di Stampa

Come hai appreso, la somma di Y, M e C al 100%, dovrebbe produrre il nero, tuttavia, in pratica crea il bistro, un tono di marrone.

Ugualmente, il nero, che è composto solamente da K=100%, non coincide con il nero ricco a cui ci siamo visivamente adattati, che viene precisamente arricchito aggiungendo una quantità degli altri 3 colori.

cmyk nero

Nero Ricco

Puoi ottenere il nero profondo e pieno se combini le 4 tonalità CMYK secondo differenti proporzioni.

Basandoti sulla dominante cromatica che hai impostato, puoi ricavare neri freddi, caldi oppure neutri.

Di conseguenza, non esiste un’unica combinazione di inchiostri. Le differenti quantità di colore che puoi utilizzare si differenziano in base al risultato finale che desideri.

Il nero ricco più utilizzato e più comune si compone da: M=52, C=63, K=100 Y=51.

Questo colore è divenuto popolare grazie al software Adobe Photoshop®, e questa è la ragione per cui è noto anche come nero di Photoshop®.

Effettivamente, puoi ricavare queste percentuali nel momento in cui le aree di colore nero di un’immagine RGB (R=0, G=0, B=0) si convertono automaticamente in quadricromia (CMYK), usando le impostazioni di fabbrica di Photoshop®.

Di solito puoi ricavare il nero freddo impostando C=60, M=0, Y=0, K=100; invece, se desideri ottenere una sua tonalità più calda, puoi crearla con le quantità seguenti: C=0, Y=30, M=60, K=100.

Al contrario, il nero neutro, possiede delle percentuali oscillanti e che solitamente sono selezionate basandosi sulla tecnologia di stampa impiegata.

Per realizzare scatole utilizzando Packly, ti suggeriamo di impiegare le seguenti quantità di colore, per ricavare un nero uniforme e profondo: C=40, Y=0, M=30, K=100.

Nero Piatto

nero piatto
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Il nero piatto si compone di C=0, Y=0, M=0, Y=0, K=100.

Dovresti sempre usare questo tipo di nero per filetti, testi, e piccoli elementi, e, possibilmente, impostare l’attributo di sovrastampa.

È necessaria la sovrastampa per impedire che compaiano antiestetici filetti bianchi ai bordi dei diversi elementi, se ci fosse un disallineamento dei fogli di stampa.

Per questi elementi non è consigliato utilizzare il nero ricco perché, se ci fosse un fuori registro, questo potrebbe provocare un disturbante effetto di sdoppiamento visivo causato dal disallineamento dei diversi colori.

Al contrario, non è consigliabile impostare il nero piatto per elementi grafici di grandi dimensioni oppure per fondi pieni, salvo il caso che tu non voglia riprodurre di proposito un nero scarico.

Un tale effetto si deve al fatto che, in fase di stampa, il supporto assimila una parte del colore apposto e perciò sembra poco carico e spento.

L’esito finale, naturalmente, è molto condizionato dal tipo di carta usata, tuttavia quasi sempre si ricaverà un grigio molto scuro e non sempre uniforme.

Di conseguenza, per tali elementi si consiglia di usare un nero arricchito.

Limite di Inchiostri Neri

Devi sapere che, qualunque scelta cromatica tu abbia fatto, le diverse percentuali componenti il nero di stampa, se vengono sommate, non possono superare il 300% di copertura degli inchiostri.

inchiostri di stampa
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Una maggiore copertura crea una stampa satura, caricata di colore più del dovuto, così da pregiudicare il valore del risultato finale.

Nessun supporto di stampa può trattenere una così grande quantità di colore.

In effetti, come illustrato nell’articolo “Packaging e progettazione grafica: i trucchi del mestiere”: «i diversi inchiostri sono applicati sul foglio di stampa e sovrapposti seguendo una disposizione specifica di punti colore (regolamentata dai retini di stampa).

Le grandezze dei diversi punti sono definite dalle quantità impostate per ogni colore. In seguito, l’inchiostro applicato deve seccare.

A questo punto, troverai la prima difficoltà: ottenere tinte, (in modo particolare scure), la cui somma CMYK oltrepassi il 300% può causare varie problematiche di stampa sia al momento della stesura della tinta, che al momento dell’ asciugatura.

In effetti, il supporto di stampa, intriso di pigmenti, si potrebbe sporcare, strappare etc»

La sola eccezione è rappresentata dal nero di registro, la cui composizione è sempre C=100, Y=100, M=100, Y=100, K=100, e, di conseguenza, il 400% di copertura degli inchiostri.

Si usa questa tinta unicamente per i segni di registro, come per es i crocini etc .. e non deve essere usata mai per ulteriori elementi grafici.

Visualizzazione Stampa vs Video

Una problematica molte volte sottostimata consiste nel fatto che tutti questi neri sembrano simili su ciascun display, salvo che sui monitor professionali, che sono regolati per una visualizzazione corretta delle tinte.

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Effettivamente, sui comuni display, essi sono rappresentati come nero assoluto (R=0, B=0 G=0), invece se si applicano sui diversi materiali di stampa, mantengono le loro proprie caratteristiche.

Nella tabella in calce si è di proposito evidenziato la diversità cromatica tra le tinte solamente a scopo esplicativo: le tinte visualizzate su video non corrispondono al reale esito finale della stampa.

Per concludere

Devi tenere a mente che, nel corso della progettazione di prodotti grafici destinati alla stampa, prima di tutto devi impostare come metodo colore del documento CMYK, poi dovrai sempre stare attento alle quantità di colore usate per evitare i problemi di stampa precedentemente illustrati.

Se non riesci a scegliere l’esito cromatico più consono alle tue esigenze, puoi sempre fare una prova di stampa includendo i diversi colori e confrontandoli, cosicché potrai scegliere quello che più si adatta ai tuoi scopi.

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